VIDIMAZIONE VIRTUALE DEL FORMULARIO DI IDENTIFICAZIONE DEL RIFIUTO: OPERATIVA DALL’8 MARZO 2021

VIDIMAZIONE VIRTUALE DEL FORMULARIO DI IDENTIFICAZIONE DEL RIFIUTO: OPERATIVA DALL’8 MARZO 2021

A partire da lunedì 8 marzo 2021 trova applicazione il comma 5 dell’art 193 del D. Lgs 152/2006 nella nuova formulazione introdotta dal D. Lgs 116/2020 che prevede, in alternativa alle usuali modalità di vidimazione del formulario d’identificazione dei rifiuti, la possibilità di generare formulari già vidimati in un formato conforme a quello attuale e quindi previsto dal DM 145/198.

Con il nuovo sistema, i formulari prodotti dovranno essere stampati e vidimati in duplice copia;

la vidimazione consiste in un numero univoco indicato in basso sul FIR affiancato da un Qr Code che permette di individuare velocemente il soggetto che lo ha generato.

Il servizio che prende il nome di ViViFir è stato realizzato da Ecocerved/Unioncamere con il supporto del Comitato dell’Albo Nazionale Gestori Ambientali.

Le imprese e gli enti potranno operare autonomamente previa registrazione, il servizio è gratuito ed è reso disponibile dalle Camere di Commercio.

L’utente potrà richiedere la generazione del numero univoco da riportare sul proprio formulario di identificazione del rifiuto, in due modalità:

1.     On line, per produrre un modello prefincato conforme al formato di legge.

E’ possibile accedere direttamente dal portale www.ecocamere.it o attraverso il link https://vivifir.ecocamere.it

a) L’accesso al servizio è effettuato da un utente (persona fisica) che si autentica mediante identità digitale (Carta Nazionale dei Servizi o SPID) e indica l’impresa o l’ente per conto della quale intende operare.

Effettuato l’accesso (registrazione) la persona riceve la richiesta di confermare l’attivazione dell’utente all’indirizzo e-mail indicato in fase di registrazione.

Nel caso di impresa il sistema Vi.Vi.Fir verifica mediante interfaccia con il Registro delle Imprese, che la persona abbia titolo a rappresentare l’impresa; nel caso di ente viene inviata una richiesta di conferma della delega all’indirizzo istituzionale presente in Indice PA.

b) Il rappresentante dell’impresa o dell’ente, una volta inseriti i dati anagrafici può operare in prima persona oppure mediante la schermata “Rappresentanti e Delegati”:

c) Delegare, mediante il pulsante aggiungi delega, uno o più persone, che accederanno anch’esse tramite autenticazione (nominativo e codice fiscale), ed avranno la stessa visibilità del rappresentante. Anche i delegati accederanno con CNS o SPID e potranno a loro volta delegare altre persone interne o esterne all’organizzazione (sub delegati), ad esempio il consulente. Il sub delegato avrà però la possibilità di richiedere la vidimazione, esclusivamente, per una o più strutture interne all’impresa.

d) Mediante la funzione Configurazione → Strutture, il Rappresentante o delegato possono rappresentare l’articolazione dell’impresa, possono, ad esempio, (ma non è obbligatorio) inserire più unità locali o più aree territoriali alle quali assegneranno un nome o un codice per identificarle.

Ogni sub-delegato può essere associato ad una o più strutture.

e) Completata la configurazione, si passa alla vidimazione del formulario mediante la funzione  Formulari → Vidimazione Fir .

Importante: Se l’utente può operare per più imprese dovrà scegliere quella per cui intende procedere con la vidimazione.

-          1. Creare uno o più blocchi virtuali che possiamo assimilare ai blocchi di formulari prodotti dalla tipografia ai quali associare poi tutti i formulari; ad esempio avere un blocco per uno specifico mezzo e se utile può essere associato ad una struttura e solo il sub delegato associato alla struttura potrà operare su quel blocco. Ogni blocco sarà identificato da un codice e potrà essere eliminato in qualsiasi momento se ad esso non è stato associato alcun formulario o disattivato laddove ci siano formulari associati.

-          2. Cliccare poi su “Genera” per procedere con la generazione di uno o più nuovi FIR vidimati che saranno associati al blocco virtuale; l’utente potrà poi procedere alla generazione di altri formulari.

Tutti i formulari generati saranno poi visibili insieme alla data di richiesta e alle indicazioni della persona che li ha generati.

-          3. Cliccare sul PDF che si genera per visualizzare il formulario generato che potrà poi essere salvato sul pc.

Il numero univoco del formulario che attesta l’avvenuta vidimazione viene riportato sia nella parte superiore che inferiore del FIR; nella parte inferiore viene riportata anche la data di vidimazione, la Camera di Commercio che ha, virtualmente, effettuato la vidimazione e il QR Code che letto con uno smartphone riporta le stesse informazioni.

Le informazioni da inserire sul formulario e le modalità di compilazione non sono assolutamente cambiate.

A questo punto, l’utente potrà stampare il formulario e le informazioni possono essere inserite manualmente oppure stampare direttamente su di esso i dati precedentemente inseriti in un gestionale o in un file.

Il formulario viene stampato in due copie e delle due copie dei formulari generati, una copia firmata rimane presso il produttore e l’altra copia accompagna il rifiuto fino a destinazione.

Gli altri soggetti coinvolti ricevono una fotocopia del formulario completa in tutte le sue parti. Cliccando poi sui “tre puntini” in fondo alla riga della schermata da cui abbiamo proceduto alla stampa l’utente accede ad una pagina da cui può vedere oltre ai dati identificativi il numero di volte in cui ha effettuato il download del file o allungare il formulario. L’utente può per propria comodità barrare la casellina “non ancora utilizzato” che poi diventerà marcata “come utilizzato”; questa informazione è solo per l’utente.

Le copie del formulario devono essere conservate per tre anni.

Dalla pagina Formulari → Vidimazione FIR l’utente può vedere tutti i blocchi virtuali di formulari aperti ed eventualmente disattivati e riaprire ogni blocco per rivedere i formulati generati e ricercare i formulari in base a “denominazione e struttura” e alla data di utilizzo dei blocchi.

La funzione Formulari → Verifica, disponibile anche in “Area pubblica” consente a chiunque, dato un numero di formulario, di visualizzare le informazioni relative alla vidimazione.

 2.     Applicativamente, mediante interoperabilità attraverso il gestionale dell’utente e il servizio messo a disposizione dalle Camere di Commercio.

Le imprese che utilizzano per la compilazione dei registri e formulari un proprio sistema gestionale, possono accedere al servizio in modalità telematica per apporre il codice univoco su ogni formulario. Tali imprese potranno interfacciarsi, se il fornitore di sistema lo ha previsto, direttamente con esso. Il formulario potrà essere generato dal sistema gestionale e contenere i dati da esso recuperati.

Le imprese, a tal fine, dopo essersi registrate dovranno comunicare al fornitore del sistema il codice generato mediante la funzione Configurazione → Credenziali applicative → Cliccare su nuove credenziali e comunicare al produttore del software i due identificativi generati dal sistema.

E’ importante sottolineare che ViViFir non è una applicazione per compilare il formulario, non parliamo di un formulario digitale, ma è un ‘applicazione per generare e vidimare autonomamente il formulario di identificazione del rifiuto.

E’ una soluzione transitoria, in attesa del Registro Elettronico Nazionale nella tracciabilità dei rifiuti, che convive con il tradizionale formulario cartaceo in 4 copie e permette ad un’impresa di avere in tempo reale tutti i formulari di cui necessita senza recarsi fisicamente presso la Camera di Commercio per la vidimazione dei  formulari; comporta quindi vantaggi in termini di riduzione dei costi e impatto ambientale.

VIVIFIR, la gestione delle copie.

Con Vivifir i formulari sono prodotti in formato PDF/A, uno standard nazionale previsto dalla norma ISO:19005 che consentirà di visualizzare il documento sempre allo stesso modo anche a distanza di tempo e con software diversi.

Il documento potrà essere emesso e compilato sia dal produttore (o detentore del rifiuto) che dal trasportatore e verrà stampato, come già anticipato, in duplice copia (sarà comunque sufficiente fare una fotocopia):

-  La prima firmata dal produttore e controfirmata dal trasportatore resterà al produttore (in basso sarà contrassegnata “copia  þ Produttore” .

-  La seconda, anch’essa firmata in originale dal produttore e dal trasportatore accompagnerà il rifiuto fino all’impianto destinatario (in basso sarà contrassegnato “copia þ Destinatario”; arrivato a destinazione il documento verrà poi firmato dal destinatario per accettazione e sarà da lui stesso trattenuto.

Il destinatario provvederà a fotocopiare il documento completo in ogni sua parte e:

  • Una copia (ex terza copia) verrà consegnata al trasportatore che provvederà a fornirne una copia all’intermediario / intermediari eventualmente coinvolti.
  • Un’ulteriore copia (ex quarta copia) verrà consegnata dal trasportatore al produttore anche mezzo pec, dovendosi continuare a rispettare le disposizioni dell’art. 193, comma 4 del D.Lgs 152/2006.

Tutti i soggetti interessati devono conservare le loro copie (originali e/o fotocopie) per 3 anni.

08/03/2021

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04-08 2021

Proroga stato di emergenza. Applicazione articolo 3-bis della legge 27 novembre 2020 n. 159, di conversione del decreto legge 7 ottobre 2020 n. 125, in vigore dal 4 dicembre 2020.

Con decreto – legge 23 luglio 2021 n. 105 è stato prorogato lo stato di emergenza fino al 31 dicembre 2021.

L’art 103, comma 2 della legge 24 aprile 2020 n. 27 modificato con l’art 3-bis, comma 1, della legge 27 novembre 2020 n. 159 di conversione del decreto- legge 7 ottobre 2020 n. 125 dispone che:

“Tutti i certificati, attestati, permessi, concessioni, autorizzazioni e atti abilitativi comunque denominati, in scadenza tra il 31 gennaio 2020 e la data della dichiarazione di cessazione dello stato di emergenza epidemiologica da COVID-19 , conservano la loro validità per i 90 giorni successivi alla dichiarazione di cessazione dello stato di emergenza” e pertanto le iscrizioni in scadenza tra il 31 gennaio 2020 e il 31 dicembre 2021, conservano la loro validità fino al 31 marzo 2022.

Resta inteso che per il legittimo esercizio dell’attività oggetto dell’iscrizione l’impresa deve:

a) rispettare le condizioni ed essere in possesso di tutti i requisiti previsti; l’accertata inosservanza può dare luogo all’apertura di procedimenti disciplinari e alle relative sanzioni;

b) prestare, per i casi previsti (iscrizioni nella categorie 1, relativamente alla raccolta e trasporto dei rifiuti urbani pericolosi, 5, 8, 9 e 10), apposita fideiussione, o appendice alla fideiussione già prestata, a copertura del periodo intercorrente tra la data di scadenza dell’iscrizione e quella del 31marzo 2022;

c) comunicare le variazioni dell’iscrizione, ovvero, comunicare eventuali variazioni circa i requisiti in essere.

04/08/2021

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03-08 2021

ALBO NAZIONALE GESTORI AMBIENTALI, Deliberazione n. 7 del 28 luglio 2021.

Adeguamento delle iscrizioni nelle categorie 4 e 2 bis a seguito dell’entrata in vigore del Decreto Legislativo n. 116 del 3 settembre 2020.

Il Decreto legislativo 3 settembre 2020 n. 116, in particolare l’art 1 comma 9 , ha modificato la definizione di rifiuti urbani, introducendo all’art 183, comma 1 del D. Lgs 3 aprile 2006 n. 152 la lettera b-ter che ricomprende, nell’ambito dei rifiuti urbani anche i rifiuti indifferenziati  e da raccolta differenziata provenienti da altre fonti ,diverse dalla domestica , che sono simili  per composizione e natura ai rifiuti domestici  ed indicati nell’allegato L-quater prodotti dalle attività riportate nell’allegato L- quinquies. (Gli allegati sono stati introdotti nella Parte IV del D. Lgs 3 aprile 2006 n. 152 dall’art 8, del D. Lgs 3 settembre 2020 n. 116).

L’art 6, comma 5 del D.Lgs116 del 3 settembre 2020 ha disposto l’applicazionedelle nuove definizioni di cui all’art 183 comma 1 lettera b-ter a partire dal 1 gennaio 2021 per consentire ai soggetti affidatari del servizio di gestione di rifiuti il graduale adeguamento operativo delle attività alla definizione di rifiuto urbano ed ai rifiuti ad esso assimilati.

Inoltre l’art 238, comma 10 del D. Lgs 3 aprile 2006 n. 152 ha previsto la possibilità per le utenze non domestiche che producono rifiuti urbani di cui all’art 183, comma 1, lettera b-ter punto 2 di conferire tali rifiuti al di fuori del servizio pubblico (fuori dalla privativa comunale) dimostrando di averli avviati al recupero.

Tali attività di raccolta e trasporto di rifiuti sono svolte dai soggetti iscritti nella categoria 4 e 2 – Bis dell’Albo Nazionale Gestori Ambientali e tali imprese, a partire dal 1 gennaio, seppur in possesso di requisiti, non avrebbero potuto proseguire nella loro attività poiché necessario un adeguamento dei singoli provvedimenti d’iscrizione.

L’ Albo, con Delibera n. 4 del 22 dicembre 2020, al fine di garantire, la continuità del servizio, nell’attesa dei tempi necessari per adeguare i provvedimenti d’iscrizione ha consentito ai soggetti iscritti nelle categorie 4 e 2-Bis dell’Albo per i codici ERR indicati nell’allegato L-quater la possibilità di raccogliere e trasportare i rifiuti identificati da detti codici provenienti dalle attività riportate nell’allegato L-quinquies.

Sarà la Delibera n. 7 del 28 luglio 2021 a definire le nuove regole per l’adeguamento delle iscrizioni nelle categorie 4 e 2 bis a seguito della definizione di “rifiuti urbani” introdotta dal D. Lgs 116/2020 e le nuove regole entreranno in vigore il 1 settembre 2020.

In base a quanto stabilito dalla Delibera:

-          I soggetti iscritti o che intendono iscriversi nella categoria 4 dell’Albo nazionale Gestori Ambientali (trasporto rifiuti speciali non pericolosi) possono trasportare tutti i rifiuti indicati nell’allegato L-quater e provenienti dalle attività riportate nell’allegato L-quinquies solo se prodotti da utenza non domestica e gestiti al di fuori del servizio pubblico ai sensi art 198 comma 2 – bis del D. Lgs 152/2006.

-          I soggetti iscritti o che intendono iscriversi  nella categoria 2 bis dell’Albo nazionale Gestori Ambientali  per il trasporto in conto proprio di rifiuti non pericolosi (produttori iniziali) , possono trasportare i rifiuti elencati nell’allegato L- quater solo se derivanti dalla propria attività , inserita tra quelle elencate nell’allegato L- quinquies, ai fini del conferimento al servizio pubblico, oppure gestiti al di fuori del servizio pubblico ai sensi art 198 comma 2 – bis del D. Lgs 152/2006.

-          In entrambe i casi va presentata apposita domanda alla Sezione regionale o provinciale territorialmente competente.

-          I soggetti già iscritti all’Albo e che stanno operando ai sensi della Delibera n. 4 del 22 dicembre 2020, possono continuare a trasportare i codici Dell’ERR già autorizzati di cui all’Allegato L- quater.

 

03/08/2021

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14-07 2021

ATTESTAZIONE DI “AVVIO A RECUPERO O SMALTIMENTO”, NOVITA’ CON D.L. 31 MAGGIO 2021 N. 77.

Il Decreto Legge 31 maggio 2021 n. 77, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 129 del 31.05.2021, apporta un’ulteriore modifica all’originario “certificato di avvenuto smaltimento” previsto dall’art. 188, comma 5 del D. Lgs 152 del 2006, sostituendolo con l’attestazione di avvio al recupero o smaltimento.

Cronistoria normativa:

L’originaria versione dell’art 188 “Oneri dei produttori e dei detentori” al comma 3 stabiliva che, “la responsabilità del detentore dei rifiuti per il corretto recupero o smaltimento è esclusa in caso di conferimento a soggetti autorizzati , anche ad attività intermedie, alla gestione dei rifiuti,  a condizione che il detentore abbia ricevuto il formulario di cui all’articolo 193 controfirmato e datato in arrivo dal destinatario entro tre mesi dalla data di conferimento dei rifiuti al trasportatore, ovvero alla scadenza del predetto termine abbia provveduto a darne comunicazione alla provincia della mancata ricezione del formulario”.

Al Comma 4:  ”Nel caso di conferimento di rifiuti a soggetti autorizzati alle operazioni di raggruppamento, ricondizionamento e deposito preliminare, indicate rispettivamente ai punti D 13, D 14, D 15 dell’Allegato B alla parte quarta del presente decreto, la responsabilità dei produttori dei rifiuti per il corretto smaltimento è esclusa a condizione che questi ultimi, oltre al formulario di trasporto di cui al comma 3, lettera b), abbiano ricevuto il certificato di avvenuto smaltimento rilasciato dal titolare dell’impianto che effettua le operazioni di cui ai punti da D 1 a D 12 del citato Allegato B. Le relative modalità di attuazione sono definite con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio che dovrà anche determinare le responsabilità da attribuire all’intermediario dei rifiuti”.

Il “citato” decreto previsto nel comma 4 non è mai stato emanato e pertanto il “certificato di avvenuto smaltimento” non ha mai visto una effettiva applicazione.

Solo il D.Lgs 116/2020 con il nuovo art 188 “Responsabilità della gestione dei rifiuti” ha ridato vigore al “certificato di avvenuto smaltimento” trasformandolo in primis in “attestazione di smaltimento”, e stabilendo poi che tale certificato deve essere rilasciato dall’impianto intermedio.

Di fatto, il comma 4 in merito alla responsabilità del produttore o detentore dei rifiuti stabilisce che:

La consegna dei rifiuti, ai fini del trattamento, dal produttore iniziale o dal detentore ad uno dei soggetti di cui al comma 1 (ai gestori includendo anche gli intermediari), non costituisce esclusione automatica della responsabilità rispetto alle operazioni di effettivo recupero R13 o smaltimento D15. Al di fuori dei casi di concorso di persone nel fatto illecito e di quanto previsto dal regolamento (CE) n. 1013/2006, la responsabilità del produttore o del detentore per il recupero o smaltimento dei rifiuti è esclusa nei seguenti casi:

  1. a) conferimento dei rifiuti al servizio pubblico di raccolta;
  2. b) conferimento dei rifiuti a soggetti autorizzati alle attività di recupero o di smaltimento a condizione che il detentore abbia ricevuto il formulario di cui all’articolo 193 controfirmato e datato in arrivo dal destinatario entro tre mesi dalla data di conferimento dei rifiuti al trasportatore ovvero che alla scadenza di detto termine il produttore o detentore abbia provveduto a dare comunicazione alle autorità competenti della mancata ricezione del formulario”.

In merito alla attestazione di avvenuto avvio allo smaltimento, il comma 5 aggiunge e chiarisce:

“Nel caso di conferimento di rifiuti a soggetti autorizzati alle operazioni di raggruppamento (D13), ricondizionamento (D14) e deposito preliminare (D15”) di cui all’All. B della Parte IV del D.L.vo 152/06, “la responsabilità dei produttori dei rifiuti per il corretto smaltimento è esclusa a condizione che questi ultimi, oltre al formulario di identificazione, abbiano ricevuto un’attestazione di avvenuto smaltimento, resa ai sensi del Decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000 n. 445, sottoscritta dal titolare dell’impianto (intermedio) da cui risultino, almeno, i dati dell’impianto e del titolare, la quantità dei rifiuti trattati e la tipologia di operazione di smaltimento effettuata”.

Quindi il D. Lgs 116/2020 oltre a parlare di attestazione e non più di certificato di avvenuto smaltimento rende necessaria tale attestazione, in aggiunta al formulario, solo nel caso in cui i rifiuti vengano conferiti per operazioni di smaltimento.

Questa nuova formulazione della norma chiarisce che l’attestazione deve essere rilasciata dall’impianto destinatario intermedio dei rifiuti (operazioni D13, D14 e D15) ma lascia ancora vari dubbi:

-          Tempistica di rilascio dell’attestazione;

-          Modello di attestazione, infatti la norma pur definendo che l’attestazione deve contenere almeno i dati dell’impianto e del titolare, la quantità dei rifiuti trattati e la tipologia di operazione di smaltimento effettuata non ne predispone un fac – simile.

Il Decreto Legge 31 maggio 2021 n. 77 “ Governance del Piano nazionale di ripresa e resilenza e prime misure di rafforzamento delle strutture amministrative e di accelerazione e snellimento delle procedure”, all’ 35 -  “Misure di semplificazione per la promozione dell’economia circolare”, al punto c) modifica l’art 188 del D. Lgs 116/2020 – e trasforma l’attestazione di avvenuto smaltimento inserita con il D. Lgs 116/2020 in “attestazione di avvio al recupero o smaltimento”.

L’attestazione, sottoscritta dal titolare dell’impianto, deve essere redatta ai sensi del DPR 445/2000 e deve contenere:

-          Dati dell’impianto

-          Dati del titolare

-          Quantità di rifiuti trattati

-          Tipologia di operazione di smaltimento effettuata

Pertanto, alla confusione iniziale, si aggiunge l’integrazione data D.L. 77/2021, con la quale viene aggiunta anche l’operazione di recupero non indicata inizialmente nel D.Lgs 116/2020.

Tali disposizioni si applicano fino all’entrata in vigore del decreto di cui all’art 188 bis, comma 1 in cui saranno definite anche le modalità per la verifica ed invio dell’attestazione di avvenuto recupero e smaltimento dei rifiuti, nonché le responsabilità da attribuire all’intermediario, come previsto nella parte finale del comma 5  del nuovo art 188 del D. Lgs 152/2006.

Il Decreto Legge 31 maggio 2021 n. 77, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 129 del 31.05.2021, apporta un’ulteriore modifica all’originario “certificato di avvenuto smaltimento” previsto dall’art. 188, comma 5 del D. Lgs 152 del 2006, sostituendolo con l’attestazione di avvio al recupero o smaltimento.

Cronistoria normativa:

L’originaria versione dell’art 188 “Oneri dei produttori e dei detentori” al comma 3 stabiliva che, “la responsabilità del detentore dei rifiuti per il corretto recupero o smaltimento è esclusa in caso di conferimento a soggetti autorizzati , anche ad attività intermedie, alla gestione dei rifiuti,  a condizione che il detentore abbia ricevuto il formulario di cui all’articolo 193 controfirmato e datato in arrivo dal destinatario entro tre mesi dalla data di conferimento dei rifiuti al trasportatore, ovvero alla scadenza del predetto termine abbia provveduto a darne comunicazione alla provincia della mancata ricezione del formulario”.

Al Comma 4:  ”Nel caso di conferimento di rifiuti a soggetti autorizzati alle operazioni di raggruppamento, ricondizionamento e deposito preliminare, indicate rispettivamente ai punti D 13, D 14, D 15 dell’Allegato B alla parte quarta del presente decreto, la responsabilità dei produttori dei rifiuti per il corretto smaltimento è esclusa a condizione che questi ultimi, oltre al formulario di trasporto di cui al comma 3, lettera b), abbiano ricevuto il certificato di avvenuto smaltimento rilasciato dal titolare dell’impianto che effettua le operazioni di cui ai punti da D 1 a D 12 del citato Allegato B. Le relative modalità di attuazione sono definite con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio che dovrà anche determinare le responsabilità da attribuire all’intermediario dei rifiuti”.

Il “citato” decreto previsto nel comma 4 non è mai stato emanato e pertanto il “certificato di avvenuto smaltimento” non ha mai visto una effettiva applicazione.

Solo il D.Lgs 116/2020 con il nuovo art 188 “Responsabilità della gestione dei rifiuti” ha ridato vigore al “certificato di avvenuto smaltimento” trasformandolo in primis in “attestazione di smaltimento”, e stabilendo poi che tale certificato deve essere rilasciato dall’impianto intermedio.

Di fatto, il comma 4 in merito alla responsabilità del produttore o detentore dei rifiuti stabilisce che:

La consegna dei rifiuti, ai fini del trattamento, dal produttore iniziale o dal detentore ad uno dei soggetti di cui al comma 1 (ai gestori includendo anche gli intermediari), non costituisce esclusione automatica della responsabilità rispetto alle operazioni di effettivo recupero R13 o smaltimento D15. Al di fuori dei casi di concorso di persone nel fatto illecito e di quanto previsto dal regolamento (CE) n. 1013/2006, la responsabilità del produttore o del detentore per il recupero o smaltimento dei rifiuti è esclusa nei seguenti casi:

  1. a) conferimento dei rifiuti al servizio pubblico di raccolta;
  2. b) conferimento dei rifiuti a soggetti autorizzati alle attività di recupero o di smaltimento a condizione che il detentore abbia ricevuto il formulario di cui all’articolo 193 controfirmato e datato in arrivo dal destinatario entro tre mesi dalla data di conferimento dei rifiuti al trasportatore ovvero che alla scadenza di detto termine il produttore o detentore abbia provveduto a dare comunicazione alle autorità competenti della mancata ricezione del formulario”.

In merito alla attestazione di avvenuto avvio allo smaltimento, il comma 5 aggiunge e chiarisce:

“Nel caso di conferimento di rifiuti a soggetti autorizzati alle operazioni di raggruppamento (D13), ricondizionamento (D14) e deposito preliminare (D15”) di cui all’All. B della Parte IV del D.L.vo 152/06, “la responsabilità dei produttori dei rifiuti per il corretto smaltimento è esclusa a condizione che questi ultimi, oltre al formulario di identificazione, abbiano ricevuto un’attestazione di avvenuto smaltimento, resa ai sensi del Decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000 n. 445, sottoscritta dal titolare dell’impianto (intermedio) da cui risultino, almeno, i dati dell’impianto e del titolare, la quantità dei rifiuti trattati e la tipologia di operazione di smaltimento effettuata”.

Quindi il D. Lgs 116/2020 oltre a parlare di attestazione e non più di certificato di avvenuto smaltimento rende necessaria tale attestazione, in aggiunta al formulario, solo nel caso in cui i rifiuti vengano conferiti per operazioni di smaltimento.

Questa nuova formulazione della norma chiarisce che l’attestazione deve essere rilasciata dall’impianto destinatario intermedio dei rifiuti (operazioni D13, D14 e D15) ma lascia ancora vari dubbi:

-          Tempistica di rilascio dell’attestazione;

-          Modello di attestazione, infatti la norma pur definendo che l’attestazione deve contenere almeno i dati dell’impianto e del titolare, la quantità dei rifiuti trattati e la tipologia di operazione di smaltimento effettuata non ne predispone un fac – simile.

Il Decreto Legge 31 maggio 2021 n. 77 “ Governance del Piano nazionale di ripresa e resilenza e prime misure di rafforzamento delle strutture amministrative e di accelerazione e snellimento delle procedure”, all’ 35 -  “Misure di semplificazione per la promozione dell’economia circolare”, al punto c) modifica l’art 188 del D. Lgs 116/2020 – e trasforma l’attestazione di avvenuto smaltimento inserita con il D. Lgs 116/2020 in “attestazione di avvio al recupero o smaltimento”.

L’attestazione, sottoscritta dal titolare dell’impianto, deve essere redatta ai sensi del DPR 445/2000 e deve contenere:

-          Dati dell’impianto

-          Dati del titolare

-          Quantità di rifiuti trattati

-          Tipologia di operazione di smaltimento effettuata

Pertanto, alla confusione iniziale, si aggiunge l’integrazione data D.L. 77/2021, con la quale viene aggiunta anche l’operazione di recupero non indicata inizialmente nel D.Lgs 116/2020.

Tali disposizioni si applicano fino all’entrata in vigore del decreto di cui all’art 188 bis, comma 1 in cui saranno definite anche le modalità per la verifica ed invio dell’attestazione di avvenuto recupero e smaltimento dei rifiuti, nonché le responsabilità da attribuire all’intermediario, come previsto nella parte finale del comma 5  del nuovo art 188 del D. Lgs 152/2006.

14/07/2021

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