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Supporto legale per dissequestri impianti e mezzi, dissequestri aree per depositi incontrollati o discariche abusive.
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13-12 2021

Il produttore di rifiuti e i precisi obblighi di accertamento, sentenza n. 35410 del 24 settembre 2021.

Nella sentenza n. 35410 del 24 settembre 2021 della Corte di Cassazione, trova corretta applicazione il principio secondo cui “affidare rifiuti a soggetti terzi al fine del loro smaltimento comporta, per il soggetto che conferisce tale compito, obblighi di accertamento tra cui, in particolare la verifica dell’esistenza in capo al medesimo delle autorizzazioni e competenze necessarie per eseguire l’incarico”.

Nel caso in questione, il ricorrente aveva affidato ad altro soggetto, dietro compenso e in presenza di testimoni il compito di smaltire rifiuti speciali non pericolosi e nello specifico un bancone di legno prodotto da attività di impresa, senza verificare l’esistenza di una specifica autorizzazione ai fini del trasporto e dello smaltimento/recupero.

Breve ricostruzione del fatto: su una pubblicavia sarebbe stato rinvenuto l’abbandono di tali rifiuti configurandosi, secondo gli imputati, un deposito temporaneo, poi, dopo qualche giorno, gli stessi non si trovavano più nel luogo dove erano stati inizialmente rinvenuti ed erano stati smaltiti bruciandoli.

All’imputato è stato contestato l’abbandono di rifiuti svolto in attività d’impresa e l’aver affidato i rifiuti a terzi non autorizzati, ovvero a titolo di culpa in eligendo, per non aver richiesto e non essersi accertato delle autorizzazioni possedute dal terzo gestore, risultato poi essere non autorizzato al trasporto e di aver smaltito i rifiuti in modo illecito.

Pertanto, ai fini di una corretta gestione dei rifiuti, il produttore deve preventivamente accertarsi delle autorizzazioni del trasportatore e dell’impianto destinatario di cui si avvale.


04-08 2021

Proroga stato di emergenza. Applicazione articolo 3-bis della legge 27 novembre 2020 n. 159, di conversione del decreto legge 7 ottobre 2020 n. 125, in vigore dal 4 dicembre 2020.

Con decreto – legge 23 luglio 2021 n. 105 è stato prorogato lo stato di emergenza fino al 31 dicembre 2021.

L’art 103, comma 2 della legge 24 aprile 2020 n. 27 modificato con l’art 3-bis, comma 1, della legge 27 novembre 2020 n. 159 di conversione del decreto- legge 7 ottobre 2020 n. 125 dispone che:

“Tutti i certificati, attestati, permessi, concessioni, autorizzazioni e atti abilitativi comunque denominati, in scadenza tra il 31 gennaio 2020 e la data della dichiarazione di cessazione dello stato di emergenza epidemiologica da COVID-19 , conservano la loro validità per i 90 giorni successivi alla dichiarazione di cessazione dello stato di emergenza” e pertanto le iscrizioni in scadenza tra il 31 gennaio 2020 e il 31 dicembre 2021, conservano la loro validità fino al 31 marzo 2022.

Resta inteso che per il legittimo esercizio dell’attività oggetto dell’iscrizione l’impresa deve:

a) rispettare le condizioni ed essere in possesso di tutti i requisiti previsti; l’accertata inosservanza può dare luogo all’apertura di procedimenti disciplinari e alle relative sanzioni;

b) prestare, per i casi previsti (iscrizioni nella categorie 1, relativamente alla raccolta e trasporto dei rifiuti urbani pericolosi, 5, 8, 9 e 10), apposita fideiussione, o appendice alla fideiussione già prestata, a copertura del periodo intercorrente tra la data di scadenza dell’iscrizione e quella del 31marzo 2022;

c) comunicare le variazioni dell’iscrizione, ovvero, comunicare eventuali variazioni circa i requisiti in essere.

04/08/2021

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