Le novità con il DM n. 182 del 19 novembre 2019 Regolamento recante la disciplina dei tempi e delle modalità attuative sulla nuova gestione degli pneumatici fuori uso

Il DM n. 182 del 19 novembre 2019 pubblicato in GU Serie Generale n.93 del 08-04-2020 Regolamento recante la disciplina dei tempi e delle modalità attuative dell'obbligo di gestione degli pneumatici fuori uso, ai sensi dell'articolo 228, comma 2, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152. Entra in vigore il 23 aprile 2020.

 

Introduce nuove definizioni: 

Art 2 comma 1

d) mercato: il mercato, riferito al territorio nazionale, comprensivo del mercato del ricambio e del mercato di primo di primo equipaggiamento;

e) mercato del ricambio: mercato in cui vengono commercializzati pneumatici nuovi, usati o ricostruiti diversi da quelli di cui alla lettera f),destinati all’istallazione sui veicoli;

f) mercato di primo equipaggiamento: mercato in cui vengono ceduti ai costruttori di veicoli gli pneumatici destinati all’istallazione su veicoli nuovi o montati su veicoli importati;

h) produttore o importatore neo operante: il produttore o importatore degli pneumatici che inizia l’attività nell’anno solare in cui il contributo ambientale viene determinato e applicato per la prima volta;

m) rappresentante autorizzato: la persona fisica, domiciliata nel territorio nazionale, o la persona giuridica, stabilita sul territorio nazionale, alla quale il produttore o l’importatore di pneumatici, anche neo operante, non avente sede legale in Italia conferisce mandato con rappresentanza per l’adempimento degli obblighi di cui all’art 228 del decreto legislativo 3 aprile 2006 n. 152.

 

Le novità riguardano:

-          La riduzione del contributo ambientale per i consumatori:

Il contributo ambientale (di cui all’art 228 comma 2 decreto legislativo 152/2006) è determinato, ai sensi dell’art 6, in misura tale da assicurare, in modo completo ed esclusivo, la copertura dei costi della gestione degli PFU , al netto di ricavi o corrispettivi comunque percepite nella gestione. Entro il mese di ottobre, gli eventuali avanzi di gestione dovranno essere utilizzati nei due esercizi successivi per ridurre l’importo del contributo ambientale legato all’acquisto di pneumatici nuovi.

-          Maggior controlli sugli acquisti on line:

Grazie alla nuova figura del “rappresentante autorizzato, che è responsabile degli obblighi di gestione dei PFU a cui sono tenuti i produttori e gli importatori di pneumatici che hanno  sede legale all’estero.

-          Garanzia sulla raccolta dei PFU su tutto il territorio nazionale:

Ai sensi art. 4, comma 6 i soggetti autorizzati alla gestione dei PFU siano essi in forma associata che individuale dovranno garantire la raccolta dei PFU su tutto il territorio nazionale e dovranno inviare semestralmente un rendiconto al Ministero delle quantità raccolte secondo macro aree geografiche, come definite dall’Allegato V del Decreto.

-          Obbligo di informazioni annuali al Ministero:

ai sensi art 3 comma 8, di gestione di PFU corrispondenti alle tipologie di pneumatici immessi nel mercato l’anno precedente , utilizzando il “modello di dichiarazione annuale di pneumatici immessi sul mercato del ricambio nell’anno solare precedente da parte di produttori e importatori” (Allegato III del Decreto).

-          La raccolta dei PFU in base all’ordine di chiamata:

I produttori e gli importatori sono tenuti a rispondere alle richieste di raccolta dei gommisti generatori dei PFU in base all’ordine di arrivo delle chiamate, senza dare precedenze o particolari priorità, per evitare che, alcune aree vengano servite con precedenza o che vengano servite solamente le aree di più facile servizio e minor costo (art  3, comma 6).

-          Obblighi per i produttori e gli importatori “individuali”:

Devono comunicare la scelta di gestione in forma individuale al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ed allegare un progetto che dimostri che il sistema è organizzato secondo criteri di efficacia, efficienza, economicità e trasparenza e che lo stesso è in grado di operare su tutto il territorio nazionale alla pari dei soggetti di gestione in forma associata (art  5, comma 4).

Forme di gestione individuale o associata

I produttori e gli importatori possono adempiere ai propri obblighi sia direttamente che indirettamente, tramite incarichi conferiti mediante contratti scritti; non possono essere delegati gli obblighi di informazione, comunicazione e rendicontazione previsti dal decreto.

Entro 30 giorni dal conferimento dell’incarico, i deleganti devono comunicare le generalità dei delegati al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare mediante il modulo allegato al decreto (Allegato II) e mediante l’inserimento nel registro nazionale dei produttori e importatori di pneumatici (previsto dall’art 7 del decreto). L’eventuale revoca dell’incarico , viene comunicata contestualmente alla nomina del nuovo incaricato.

 

Tempistiche per gli adempimenti, da inserire nel registro nazionale:

-          Entro il 31 gennaio di ogni anno, (art 3, comma 8) ogni produttore o importatore, esclusi i neo operanti, deve fornire al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare la “dichiarazione annuale di pneumatici immessi sul mercato del ricambio nell’anno solare precedente” (Allegato III)

-          Entro il 31 maggio di ogni anno, (art 3, comma 9) ogni produttore o importatore, deve fornire al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare la dichiarazione annuale di PFU gestiti nell’anno solare precedente” (Allegato IV)

-          I produttori e gli importatori neo operanti (art 3, comma 10), all’inizio dell’attività inviano al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare una dichiarazione contenente la quantità dei pneumatici che verranno immessi sul mercato del ricambio nel corso del primo anno solare di attività (Allegato IV)

-          Entro il 31 maggio di ogni anno, i produttori e gli importatori, devono fornire al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, copia del bilancio di esercizio corredata da una relazione sul raggiungimento degli obiettivi programmati e con l’evidenza delle componenti patrimoniali, economiche e finanziarie relative al contributo ambientale. Nel caso in cui non siano tenuti al bilancio devono comunque presentare una documentazione contabile dalla quale dovranno evincersi gli specifici utilizzi del contributo ambientale più l’eventuale avanzo di gestione conseguito.

 

23/04/2020

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