Iscrizione ALBO Gestori Ambientali: requisito di partecipazione e non di esecuzione delle gare pubbliche

Prendendo spunto dalla sentenza n.1825 del 19 aprile 2017  della V Sezione del Consiglio  di Stato  esaminiamo la normativa  vigente e la giurisprudenza sul punto.

Trattasi di una questione  particolarmente delicata ed importante che ha animato il dibattito dottrinale sulla base di quelle che sono state le pronunce giurisprudenziali  susseguitesi nel tempo le quali, si sono poste in contrasto con quello che è stato l’orientamento dell’Anac fino ad oggi  che ha sempre sostenuto che  l’iscrizione all’Albo Nazionale  dei Gestori Ambientali non costituisse un requisito di gara ovvero un requisito soggettivo di partecipazione ma soltanto un requisito di esecuzione alle gare nell’ambito dello svolgimento delle diverse attività di gestione dei rifiuti ovvero raccolta, trasporto , bonifica dei siti.

Partendo da questo assunto l’autorità di vigilanza ha più volte stabilito che i bandi di gara pubblica possono contenere una specifica clausola in base alla quale non si procederà alla fase di stipula del contratto qualora l’impresa aggiudicatrice non abbia, nel contempo, acquisito il possesso della relativa iscrizione/autorizzazione all’Albo; in altre parole il requisito di iscrizione all’Albo non è va considerato come un requisito di idoneità che va posseduto al momento della presentazione della domanda di partecipazione ad una gara pubblica ma solo un requisito di esecuzione (cfr. pareri n.221 e n.152 del2015).

Ma con il Comunicato 27 luglio 2017 l’Autority ha modificato il suesposto consolidato orientamento fornendo una nuova posizione interpretativa secondo la quale il requisito dell’iscrizione all’Albo gestori ambientali deve essere posseduto già ala scadenza del termine di presentazione delle offerte e non al  momento di assumere il servizio cioè esso va considerato come requisito di partecipazione e non di esecuzione; a tale nuova posizione interpretativa l’Anac è giunta proprio in considerazione della sentenza n.1825 del 19 aprile 2017 del Consiglio di Stato. 

Alle medesime posizioni è giunta la giurisprudenza amministrativa  secondo la quale,  l’iscrizione all’Albo Nazionale dei Gestori Ambientali, costituisce un requisito generale basato sull’ esperienza e sull’idoneità aziendale ad eseguire il tipo di commesse a cui si partecipa e, in quanto tale, il necessario titolo autorizzativo da possedere in ragione della partecipazione a commesse pubbliche  costituisce una sorta di pre-condizione a monte dell’attività di gestione dei rifiuti.

In particolare il Tar Abruzzo con sentenza del 26 luglio 2016 n.285 stabiliva che se è pur vero che nessuna disposizione di legge o regolamento prescrive che i bandi di gara debbano richiedere l’iscrizione all’Albo quale requisito di partecipazione, nondimeno va considerato che la necessità di richiedere tale requisito sia imposta  da valutazioni logiche, prima che giuridiche, in quanto, in caso contrario, si consentirebbe ad un soggetto di partecipare e magari di aggiudicarsi un lavoro, pur se il medesimo risulti poi privo dei requisiti necessari a poter eseguire il lavoro stesso.

Quindi il Tar dell’Abruzzo ha affermato che il bando di gara avrebbe dovuto prevedere detta iscrizione  quale requisito di partecipazione in quanto,sostenere il contrario, ovvero, che tale iscrizione deve essere considerata come requisito che si possa acquisire successivamente alla partecipazione alla gara cioè solo in fase di eventuale stipula ed esecuzione del contratto, sarebbe illogico e contrario ai principi di certezza e celerità dell’azione amministrativa, in quanto potrebbe verificarsi il paradosso di ammettere ed eventualmente aggiudicare una commessa, accettando il rischio di rendere inutile e vana l’intera procedura qualora l’aggiudicatario non sia in grado di acquisire in tempo utile oppure perché mancante dei necessari requisiti in via assoluta, il titolo autorizzativo.

 Tale pronuncia in primo grado veniva appellata dal soggetto partecipante ed escluso dalla gara ma il Consiglio di Stato con la pronuncia n.1825 del 19 aprile 2017 confermava la posizione ed il consolidato orientamento dei giudici amministrativi di primo grado.

In particolare, secondo il supremo consesso, se è vero che l’articolo 212 , comma 5,del Dlgs 3 aprile 2006, n.152, afferma che l’iscrizione all’Albo è un requisito per lo svolgimento dell’attività, è pur vero che si tratta di un requisito speciale di idoneità professionale che va posseduto già alla scadenza del termine di partecipazione  delle offerte e non al momento di assumere il servizio; pertanto i bandi di gara possono  e debbono contenere quale requisito di partecipazione l’esistenza dell’iscrizione all’Albo dei gestori ambientali per adeguata categoria e classe.

In altre parole è l’ordinamento delle pubbliche commesse a specificare quali debbano essere i requisiti soggettivi pertinenti per la partecipazione a gara e che, il requisito dell’iscrizione all’Albo, è un requisito speciale di idoneità professionale da vagliare ai sensi dell’articolo 39 D.lgs n.163/2006.

In conclusione, secondo la giurisprudenza più recente, l’iscrizione all’Albo gestori ambientali può essere considerato fra i requisiti di capacità tecnico- professionale richiesti per partecipare ad una gara dalla normativa sugli appalti pubblici (vedi art.83, Dlgs 50/2016) laddove è lo stesso ordinamento delle pubbliche commesse, ovvero il Codice degli appalti, a specificare quali debbano essere i requisiti soggettivi necessari e pertinenti per la partecipazione a gara; tutto ciò è confermato dall’articolo 89, comma 10, del citato codice appalti che esclude la possibilità di dimostrare il possesso dell’iscrizione all’Albo mediante l’istituto dell’avvalimento  confermando, pertanto, che tale requisito va posseduto prima del termine di presentazione delle offerte nell’ambito delle procedure di partecipazione a pubbliche commesse.        

 20/09/2017

 Dr. Gianpietro Luciano

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Il produttore di rifiuti e i precisi obblighi di accertamento, sentenza n. 35410 del 24 settembre 2021.

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Nel caso in questione, il ricorrente aveva affidato ad altro soggetto, dietro compenso e in presenza di testimoni il compito di smaltire rifiuti speciali non pericolosi e nello specifico un bancone di legno prodotto da attività di impresa, senza verificare l’esistenza di una specifica autorizzazione ai fini del trasporto e dello smaltimento/recupero.

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Proroga stato di emergenza. Applicazione articolo 3-bis della legge 27 novembre 2020 n. 159, di conversione del decreto legge 7 ottobre 2020 n. 125, in vigore dal 4 dicembre 2020.

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“Tutti i certificati, attestati, permessi, concessioni, autorizzazioni e atti abilitativi comunque denominati, in scadenza tra il 31 gennaio 2020 e la data della dichiarazione di cessazione dello stato di emergenza epidemiologica da COVID-19 , conservano la loro validità per i 90 giorni successivi alla dichiarazione di cessazione dello stato di emergenza” e pertanto le iscrizioni in scadenza tra il 31 gennaio 2020 e il 31 dicembre 2021, conservano la loro validità fino al 31 marzo 2022.

Resta inteso che per il legittimo esercizio dell’attività oggetto dell’iscrizione l’impresa deve:

a) rispettare le condizioni ed essere in possesso di tutti i requisiti previsti; l’accertata inosservanza può dare luogo all’apertura di procedimenti disciplinari e alle relative sanzioni;

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04/08/2021

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ALBO NAZIONALE GESTORI AMBIENTALI, Deliberazione n. 7 del 28 luglio 2021.

Adeguamento delle iscrizioni nelle categorie 4 e 2 bis a seguito dell’entrata in vigore del Decreto Legislativo n. 116 del 3 settembre 2020.

Il Decreto legislativo 3 settembre 2020 n. 116, in particolare l’art 1 comma 9 , ha modificato la definizione di rifiuti urbani, introducendo all’art 183, comma 1 del D. Lgs 3 aprile 2006 n. 152 la lettera b-ter che ricomprende, nell’ambito dei rifiuti urbani anche i rifiuti indifferenziati  e da raccolta differenziata provenienti da altre fonti ,diverse dalla domestica , che sono simili  per composizione e natura ai rifiuti domestici  ed indicati nell’allegato L-quater prodotti dalle attività riportate nell’allegato L- quinquies. (Gli allegati sono stati introdotti nella Parte IV del D. Lgs 3 aprile 2006 n. 152 dall’art 8, del D. Lgs 3 settembre 2020 n. 116).

L’art 6, comma 5 del D.Lgs116 del 3 settembre 2020 ha disposto l’applicazionedelle nuove definizioni di cui all’art 183 comma 1 lettera b-ter a partire dal 1 gennaio 2021 per consentire ai soggetti affidatari del servizio di gestione di rifiuti il graduale adeguamento operativo delle attività alla definizione di rifiuto urbano ed ai rifiuti ad esso assimilati.

Inoltre l’art 238, comma 10 del D. Lgs 3 aprile 2006 n. 152 ha previsto la possibilità per le utenze non domestiche che producono rifiuti urbani di cui all’art 183, comma 1, lettera b-ter punto 2 di conferire tali rifiuti al di fuori del servizio pubblico (fuori dalla privativa comunale) dimostrando di averli avviati al recupero.

Tali attività di raccolta e trasporto di rifiuti sono svolte dai soggetti iscritti nella categoria 4 e 2 – Bis dell’Albo Nazionale Gestori Ambientali e tali imprese, a partire dal 1 gennaio, seppur in possesso di requisiti, non avrebbero potuto proseguire nella loro attività poiché necessario un adeguamento dei singoli provvedimenti d’iscrizione.

L’ Albo, con Delibera n. 4 del 22 dicembre 2020, al fine di garantire, la continuità del servizio, nell’attesa dei tempi necessari per adeguare i provvedimenti d’iscrizione ha consentito ai soggetti iscritti nelle categorie 4 e 2-Bis dell’Albo per i codici ERR indicati nell’allegato L-quater la possibilità di raccogliere e trasportare i rifiuti identificati da detti codici provenienti dalle attività riportate nell’allegato L-quinquies.

Sarà la Delibera n. 7 del 28 luglio 2021 a definire le nuove regole per l’adeguamento delle iscrizioni nelle categorie 4 e 2 bis a seguito della definizione di “rifiuti urbani” introdotta dal D. Lgs 116/2020 e le nuove regole entreranno in vigore il 1 settembre 2020.

In base a quanto stabilito dalla Delibera:

-          I soggetti iscritti o che intendono iscriversi nella categoria 4 dell’Albo nazionale Gestori Ambientali (trasporto rifiuti speciali non pericolosi) possono trasportare tutti i rifiuti indicati nell’allegato L-quater e provenienti dalle attività riportate nell’allegato L-quinquies solo se prodotti da utenza non domestica e gestiti al di fuori del servizio pubblico ai sensi art 198 comma 2 – bis del D. Lgs 152/2006.

-          I soggetti iscritti o che intendono iscriversi  nella categoria 2 bis dell’Albo nazionale Gestori Ambientali  per il trasporto in conto proprio di rifiuti non pericolosi (produttori iniziali) , possono trasportare i rifiuti elencati nell’allegato L- quater solo se derivanti dalla propria attività , inserita tra quelle elencate nell’allegato L- quinquies, ai fini del conferimento al servizio pubblico, oppure gestiti al di fuori del servizio pubblico ai sensi art 198 comma 2 – bis del D. Lgs 152/2006.

-          In entrambe i casi va presentata apposita domanda alla Sezione regionale o provinciale territorialmente competente.

-          I soggetti già iscritti all’Albo e che stanno operando ai sensi della Delibera n. 4 del 22 dicembre 2020, possono continuare a trasportare i codici Dell’ERR già autorizzati di cui all’Allegato L- quater.

 

03/08/2021

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